Chi è Alessio? Quando il giornalismo si fa provocazione

Una cellula ‘deviata’ di giornalisti de La Stampa conduce provocazioni informatiche? Il quotidiano torinese nel mirino dei No Tav.

 Una conferenza stampa del movimento No Tav, disertata dai giornalisti delle maggiori testate torinesi, ha ieri denunciato l’attività di ignoti che utilizzano sotto pseudonimo alcuni IP de La Stampa per introdurre notizie false in rete ed indurre gli interlocutori a fare dichiarazioni avventate (segnalate probabilmente subito alla polizia) a proprio discapito.  Come spesso succede i fatti emergono per coincidenze o casualità. Quelli che mettono La Stampa in difficoltà hanno inizio il 24 Luglio scorso quando A.L., un reporter che sta filmando gli interventi della polizia contro i No Tav presso la centrale elettrica dell’Avanà, viene centrato in pieno volto da un proiettile lacrimogeno sparato da breve distanza. A.L.  riporta 15 fratture a denti e mandibola e deve sottoporsi a interventi multipli; se non avesse indossato la maschera antigas, che ha parzialmente attutito e deviato il proiettile metallico, sarebbe probabilmente morto. Recuperato lo shock del primo ricovero e tornato in grado di scrivere mette una cronaca del suo incidente in rete su un circuito aperto frequentato da molti No Tav e anticipa una sua denuncia alla Questura. Tra i tanti messaggi di solidarietà, riceve a più riprese un messaggio firmato Alessio che, fingendosi in confidenza con persone citate con familiarità, tenta di fargli dire che si è ferito da solo cadendo, il tutto con linguaggio roboantemente antagonista (‘…questo Stato che fa schifo…la ‘bottiglia’ del 23 Giugno…ci stavano gasando come topi senza rispetto per nessuno,neanche per i bimbi…). Lupi stupito dall’insistenza nel volergli far dare una versione diversa conferma a più riprese di essere stato colpito da un lacrimogeno.

Nello stesso periodo, una delegazione No Tav, all’insaputa di questi scambi di mail, chiede un incontro alla redazione de La Stampa per discutere l’atteggiamento dei giornalisti nei confronti dei fatti della Val Susa. L’incontro è pacato finchè non interviene Massimo Numa, il cronista che descrive sempre in termini terroristici ed estremi gli accadimenti in Valle corredandoli esclusivamente delle versioni della Questura, contesta veemente alcuni dati tra cui le cause del ferimento di A.L. che lui ritiene conseguente a una caduta e difende l’operato della polizia. L’incontro si fa vivace e finisce lì. Il tempo di venire al corrente della strana coincidenza ed ecco l’errore: forse pressato dalle numerose versioni conformi a quella di Lupi, arriva un messaggio non firmato ma in cui lo scrivente riprende il discorso ed il frasario di ‘Alessio’ che ‘stupito delle reazioni’ chiede scusa pur ribadendo la sua versione. Peccato che questo messaggio provenga direttamente dall’indirizzo di Numa alla Stampa. Una svista che rivela l’inganno. I No Tav indagano per via telematica e scoprono che i messaggi di Alessio provengono da almeno un IP de La Stampa. Chiedono un incontro al Direttore Calabresi, richiesta che viene ignorata. A questo punto parte una querela contro ‘Alessio’ e si convoca la conferenza stampa. Sarà l’Escopost a confermare la provenienza dei messaggi e probabilmente l’Ordine dei Giornalisti ad essere informato con un esposto.

A questo punto sta al Direttore, se vorrà evitare una campagna di discredito su di lui e sul giornale, fare chiarezza sull’uso improprio dei mezzi del giornale per intraprendere iniziative di provocazione informatica al di fuori dei compiti del giornalista e sull’esistenza in redazione di una cellula ‘deviata’ che si dà come compito quello di coinvolgersi direttamente nelle vicende valsusine per facilitare e/o indirizzare l’intervento poliziesco. Nel caso di A.L. per strappare una ‘confessione’ che annullasse la querela alla Questura.

In questa luce si potranno forse interpretare altri fatti con Numa protagonista come la forzatura a velocità pericolosa del presidio della Maddalena (insieme ad un collega) apertamente in cerca dell’incidente con i No Tav presenti (tutto filmato) del giugno scorso o come altre ‘intrusioni’  informatiche volte a screditare singoli attivisti. Non è comunque un mistero che il soggetto pratichi un giornalismo a senso unico, sovente paradossalmente intimidatorio, sempre a senso unico, più proprio di un politico (tipo un Ghiglia o un Esposito) che di un cronista corretto. Del resto mai è stato visto, come altri suoi colleghi di testate pur favorevoli all’Alta Velocità, colloquiare con i manifestanti; sempre invece riparato dai Carabinieri o nascosto dietro i suoi adorati celerini ‘in assetto antisommossa’. Da questa vicenda, se confermata nei suoi aspetti deteriori, l’informazione pro tav ne uscirebbe senz’altro indebolita ma, una volta fatta pulizia, potrebbe tornare ad essere pura e semplice informazione e La Stampa sempre un giornale della lobby industriale ma onesto. Sarebbe comunque un passo avanti. (F.S. 19.11.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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