Saitta: un copione fasullo

Un  Saitta novello ambientalista apre la campagna elettorale per il PD con un evento di facciata per contrabbandare valori mai dimostrati .

In una sala da 350 posti gremita di sindaci, assessori e soprattutto di personale amministrativo, il Conte Mascetti di Saitta ha lanciato con dovizia di materiali stampati (un cofanetto) la sua stupefacente nuova normativa compresa nel Piano Territoriale provinciale di Coordinamento (?). Tale normativa sancisce dei ‘limiti’ all’utilizzo a fini costruttivi di aree libere ed in particolare di territorio agricolo. Il Saitta in versione ambientalista ha espresso i suoi migliori propositi in merito con lodevoli affermazioni di innegabile spirito innovativo quali ‘…Perdendo il suolo perdiamo la sua ricchezza…’, ‘…L’ambiente è un bene di tutti:pensiamo alle nuove generazioni…’,’…Si vada verso l’equilibrio tra territorio e costruito…’.  A ruota, l’architetto tuttofare Foietta (quello che aveva schiaffeggiato in un diverbio pubblico il Presidente della Coldiretti) ha tradotto tutto in linguaggio tecnico parlando di priorità (prima si utilizzeranno le aree dimesse o non utilizzate), di politica del ri-uso edilizio, di riconversione del rapporto tra consumo di territorio e abitatività, di verifiche su cubature e situazioni idrogeologiche. Esposizione e interventi sono stati accompagnati da video-interviste di personaggi di scuderia come Virano (seduto in prima fila) che afferma che se le infrastrutture sono fatte bene il territorio non ne soffre e bisognerà prendersela con villette e capannoni industriali, come il docente Carlo Alberto Barbieri (tecnico dell’Osservatorio di Virano) reduce dal vivace confronto al Politecnico sui dati del Tav, o come i rappresentanti di tutte le categorie professionali (compresi costruttori e industriali) che si sono detti tutti più che soddisfatti del nuovo corso. Solo gli accenni di Flavia Bianchi di Lega Ambiente Piemonte alla Tangenziale Est ha suscitato qualche applauso contestatore e l’immediato ingresso in sala di tre poliziotti (ormai basta niente…). Riesco a sapere da una funzionaria della Segreteria che si paventava l’intervento non solo di No Tav ma anche di No Grat e No Tangest, sigle nemiche sussurrate guardandosi prudentemente intorno, da cui la presenza della polizia fin nell’atrio a perquisire le borse e tra i tavoli del bar. Un Mario Tozzi piacione pilotava poi un dibattito poco interessante tra amici con in comune la tessera PD, cioè l’elemento che caratterizzava la stragrande maggioranza di convenuti. La palpabile impressione per chi ha assistito a tanto patinato evento è che la conversione ambientalista di certi personaggi arrivi in tempi perfetti per la campagna elettorale di un PD che con le politiche ambientali ha sempre e solo barato avendo privilegiato con Chiamparino, Bresso e lo stesso Saitta, l’urbanizzazione spinta sulle nuove spine, i centri commerciali (tranne l’Ikea di la Loggia di cui Saitta si fa vanto per spiccare il volo), gli inceneritori e naturalmente il Tav in Val Susa per la quale sembra che non valgano limiti, valori,  e preoccupazioni per le generazioni future. Credibilità? Fate voi…(F.S. 8.11.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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