Tav. La disfida dei tecnici

Si confrontano per la prima volta i tecnici delle due parti ma è una lotta impari tra i dati reali di chi si oppone all’Alta Velocità e le ‘disquisizioni logiche’ di chi offre la propria professionalità alla lobby del Tav.

Aula piena al Politecnico di Torino ieri 4 Novembre. Non poteva essere altrimenti in una città che molto lentamente comincia ad assimilare qualche elemento di discussione sul tema Tav. E poi era la prima volta in venti anni in cui tecnici del Sì accettavano di confrontarsi ed abbiamo capito il perché: come si è sempre sospettato, non lavorano sui dati ma hanno dei teoremi. Non per questo sono meno riprovevoli, lo sono comunque perché nella loro posizione (accademica o professionale) hanno sempre avallato per esempio le impossibili proiezioni di traffico della Ltf, l’entità italo-francese che ha confezionato il progetto della tratta internazionale, o minimizzato i dati sulle criticità. Alla pacata sicurezza dei dati di Tartaglia (Poli di Torino) ed alla pepata estroversione di Marco Ponti (Poli di Milano) nel contestarne altri dell’Osservatorio (Tutti sbagliati!…che c….!) hanno risposto i sofismi, le precisazioni e le sottigliezze di un grigio e soporifero Mario Villa (ex dirigente in Regione, ora Poli di Torino) e la appassionata esposizione di un irritabile, baronale Carlo Alberto Barbieri (Poli di Torino) sulle necessità europee di ‘coesione’ e di ‘coerenza’ delle proprie infrastrutture. Non una contestazione dei dati No Tav , non una ragione a giustificazione delle improbabili proiezioni di Ltf sui flussi di traffico ma una contestualizzazione allargata sempre a presunte esigenze europee. Persino sulla necessità di fare prima o dopo il tunnel internazionale, gli argomenti dei due si fermavano alla ‘logica’ delle priorità temporali in funzione del completamento del progetto. Chi ascoltava ha avuto conferma che il ‘fasaggio’  non scaturisce solo da esigenze di razionalizzazione economica ma è vero fumo negli occhi per celare l’entità reale dei costi preventivi dell’opera. Nel libro dei sogni europei di un Barbieri non sono contemplate le ricadute sull’ambiente o sulla popolazione se non come ‘costi’ inevitabili del progresso; non vuole discutere di occupazione militare (‘lasciamo perdere queste cose…altri problemi…’), ripete gli slogan della propaganda pro-Tav sui processi decisionali della democrazia dimenticandosi che la Comunità Montana contraria al Tav è pur stata eletta democraticamente e rappresenta quindi la maggioranza della Valle, si indigna (‘Lei non sa chi sono io!’) all’inopportuna ma comprensibile intemperanza di una valsusina (‘Andate a rubare da un’altra parte!), dà continui segni di insofferenza per ogni minima interferenza del pubblico (Questo è un ateneo, non un’assemblea!). Da parte sua, Villa tocca lo zenit delle argomentazioni quando afferma ‘La maggioranza degli italiani vuole il Tav!’ ed allora è ovvio che non c’è partita, se questi sono i campioni del Sì. Resta solo il dubbio se veramente credono in quel che fanno o se hanno venduto la loro professionalità al diavolo. (F.S. 5.11.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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