Stereotipi e tranelli mediatici

Politici e media ripetono sempre le stesse espressioni quando si verificano disordini sociali. E’ un teatrino del conformismo ed è segno di paura. Intanto si alza la pressione sociale.

 Dopo gli scontri di Roma si è levata la solita cantata dei politici e dei media, un copione letto e sentito ormai mille volte, sempre uguale, fatto ormai di luoghi comuni diffusi per inerzia, per tenere insieme le fila o per saggiare quelle degli altri; stereotipi che non guardano alla disamina dei fatti ma al puro allarmismo ed al perenne tentativo di dividere il fronte dei manifestanti distinguendo arbitrariamente tra buoni e cattivi: i black bloc, categoria inventata dai media che non ha alcun riscontro nella realtà (ma chi sarebbero?), quelli che  ‘vengono da fuori’ (se per protestare cambi città diventi automaticamente un cattivo…), quelli che ‘arrivano già organizzati’ per gli scontri (sei ‘organizzato’ se porti una maschera antigas o un casco per non farti spaccare la testa dalle manganellate o stai in gruppo per non farti aggredire dalla Digos, o cambi felpa per non farti riconoscere nei filmati, o ti sei portato un limone…), i ‘paramilitari’ (qualche traccia di organizzazione in divisa?); c’è la violenza che ‘rovina’ gli scopi della protesta e, entry recente, c’è chi ‘cerca il morto’ (che quando c’è è sempre dalla parte di chi protesta…) e via di luoghi comuni del giornalismo d’accatto di ieri e di oggi. Dall’altra parte ci sono i buoni, cioè i pacifici, anime buone che vanno ad una manifestazione di ‘indignati’ senza esserlo, che sempre più spesso ‘reagiscono’ e se la prendono con i cattivi…mentre la polizia, che fa sempre ‘il suo dovere’, bastona anche loro, come a Genova nel 2001 ma in realtà come quasi sempre.

Tra i resoconti mediatici della giornata di ieri spiccava quello esagerato della agitatissima Gaia Tortora de La7 che sprecava espressioni paradossali tipo ‘Roma a ferro e fuoco’, ‘cose mai viste’ (ma dove vive?), ecc. Poi ci sono le chicche scritte, come quelle di baby-Calabresi sulla Busiarda che fa finta di non sapere che ben peggio finora è successo in Grecia, a Londra, in Francia, e si chiede ‘Perché succede solo qui? in un articolo che sembra scritto al Bar Sport da un frate cappuccino che vive rinchiuso da decenni in un monastero con la sola compagnia dei suoi fumetti …C’è poi la Annunziata a ‘In mezz’ora’ che convoca un suo amico ‘del movimento’ (continua  a dirgli ‘Noi ci conosciamo bene…da tanto…’) e, invece di parlare delle ragioni della protesta, cerca in tutti i modi di estrargli dissociazioni. Lui, probabilmente un leaderuccio vicino al PD, parla già in politichese e abilmente svicola più che può (ma chi l’ha autorizzato a parlare per tutti?).  Su Rai News e TG Piemonte si introducono testimonianze dirette, ‘condanne’  dei pacifici che si riferiscono ai ‘cattivi’ , mentre chi è scafato capisce bene che vengono tagliate nei punti giusti per non far capire che si parla invece dei comportamenti della polizia. Tutto molto penoso: si chiama manipolazione, senza scrupoli.

Naturalmente, la Casta reagisce uniformemente condannando qualsiasi cosa si muova fuori dal Palazzo; anche Vendola una volta di più si adegua per poter aspirare a sedere a tavola anche lui  a partire dalle prossime elezioni, anche Liberazione che rappresenta chi si dimentica del proprio passato ed al tavolo ci vuol tornare. Ma questo non stupisce: per loro l’unica politica possibile è quella che si fa nelle segrete stanze con il rituale contorno di porcherie che ci tocca leggere quotidianamente. La gente si può ‘indignare’ ma non troppo. I politici non si rendono conto che la gente si sta arrabbiando sul serio e che probabilmente quanto è successo a Roma è poco rispetto a quello che potrà succedere nel prossimo futuro quando anche categorie decisive di lavoratori smetteranno di protestare piagnucolando e a loro volta si arrabbieranno. E questo è in realtà l’unica cosa che temono: dover fronteggiare una rivolta sociale che aggiunga difficoltà di gestione della crisi, un movimento senza capi, senza interlocutori, incontrollabile nelle sue tante anime, senza un riferimento istituzionale che possa togliere le castagne dal fuoco come aveva fatto il PCI nel 1977. La piazza ha sempre fatto paura ed ha spesso risolto nodi politici intricati. La storia è piena di esempi.

Ci sono poi le trappole: come quella del TG Piemonte che attribuisce alla delegazione No Tav, per una volta ‘buona e pacifica’, dichiarazioni individuali contro chi ha sostenuto gli scontri. Molto subdolo per una comunità mediatica che si sforza ogni giorno di mettere i No Tav tra i cattivi. E’ chiaro il tentativo di creare divisioni sia tra le varie componenti del movimento valsusino che tra questo e gli altri movimenti proprio nella fase in cui i No Tav stanno costruendo rapporti extralocali.  

Quanto accaduto a Roma mette invece in evidenza che il Movimento No Tav è  molto più avanzato del più ampio fronte sociale che si è visto a Roma se non altro perché esprime una direzione collettiva che sceglie consapevolmente ed in prima persona cosa si fa e quando.  

A Roma la polizia ha reagito scompostamente perché non preparata e forse mal disposta sul terreno (solo a difesa dei Palazzi). Ma anche la componente del movimento ‘indignato’ che voleva portare la marcia pacifica lontano dai luoghi-simbolo del Potere dovrà ben riflettere sul livello di vera indignazione a cui migliaia di giovani sono arrivati. (F.S. 16.10.2011)

Annunci

Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...