Quelle reti illegali, simbolo di violenza

Reti, muri e filo spinato hanno una connotazione sinistra nel mondo odierno. Stanno a rappresentare violenza, oppressione, apartheid, prigioni, torture, campi di concentramento, guerre. Aldilà delle motivazioni di chi li abbia costruiti non possono evitare di farci pensare alla Palestina, a Guantanamo, ai fortini in cui si rinchiudono i militari occidentali in Afghanistan, al confine tra USA e Mexico. Nell’animo di chiunque abbia coscienza di tale realtà, ogni rete è illegale. Quelle che circondano la Maddalena di Chiomonte delimitando un fortino per militari e polizia sono illegali anche formalmente: non cintano l’area definita nel  progetto LTF, non sono state autorizzate dal Comune di Chiomonte che ha autorizzato l’occupazione dell’area solo per le necessità ed i tempi dello sgombero dall’occupazione No Tav, non sono state espletate le procedure preventive di esproprio dei terreni. Per non parlare del tipo di recinzione che affligge il terreno della Val Clarea: blocchi di cemento armato, rotoli di filo spinato, nastri taglienti (israeliani) lungo tutto il perimetro. Un ricorso al TAR è stato già inoltrato dalla Comunità Montana. Dall’altra parte c’è la richiesta dei sindacati di polizia (da chi se no?) di dotare gli agenti di proiettili che sparano altre reti per avviluppare i dimostranti, come se non bastassero i gas proibiti dalle convenzioni europee e le pallottole di gomma. ‘Tagliare quelle reti – dice Mario Cavargna di Pro Natura Piemonte – sarebbe un atto di legalità e giustizia’. I valsusini non vanno certo convinti di questo, di illegalità ne hanno già viste in quantità  e presumibilmente nel prossimo futuro si dedicheranno ancora più alacremente ad aggredire le recinzioni prima che possano essere ulteriormente ampliate. Con l’umidità e le brezze d’autunno i gas potranno non essere più così efficaci; dovranno pensare a come fermare un esercito di tronchesine. (F.S. 25.9.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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