La Val Susa, portavoce del malcontento italiano

Non è solo più questione di soldi (per quanto questi siano di vitale importanza), è un problema di credibilità del Potere. Questo spiegherebbe, secondo quanto argomentato in Assemblea popolare ieri a Villarfocchiardo, la pervicacia dei Partiti nel voler sconfiggere il Movimento No Tav della Val Susa con ogni mezzo, compreso quelli militare e giudiziario, malgrado la totalità degli esperti e dei tecnici neghino ormai l’utilità e la convenienza del progetto di Alta Velocità. Non è tollerabile per la politica che non si riesca a fare quanto deciso nelle sue stanze, non è ammissibile che un’opposizione popolare abbia successo. Sarebbe un’anomalia che nell’Italia di oggi devastata dalla crisi economica una comunità si offra ad un’opinione rassegnata, scoraggiata ma ribollente di rabbie contro la casta con un esempio vincente, con l’affermazione comprovata ‘SI PUO’ FARE!’.

Così il Movimento spiega anomalie quali l’insistente pressione militare in Valle e la presenza ingombrante del Procuratore capo Caselli (uomo del PD) all’udienza del Tribunale del Riesame per le due attiviste No Tav arrestate (lo avete mai visto, Caselli, alle udienze preliminari contro l’ex Assessore Ferrero, PDL, accusata di corruzione, o a quelle del processo contro i vertici SITAF?). E’ sensibile la stretta repressiva del Potere in Val Susa: la violenza della reazione poliziesca al solo avvicinarsi alle reti di un cantiere che non esiste, le maschere antigas considerate alla stregua di armi improprie, le squadre della Digos che scorrazzano in Bassa Valle a minacciare e spaventare la gente (l’ultimo episodio è stato a San Giuliano di Susa), come è sensibile l’isteria delle stesse forze dell’ordine e di quelle politiche (le reazioni alle parole di Mercalli in tv) su tutto quanto si connota come No tav (il paradosso è lo stop ad un tram in via Pietro Micca perché aveva una scritta No Tav sul retro), come è sensibile per gli stessi esempi l’isolamento mediatico, se non la censura, sulle argomentazioni ed i ‘dati forti’ prodotti da chi si oppone all’Alta Velocità. Tramite i suoi pennivendoli a La Stampa, a Repubblica ed al TGR, il Potere parla di Val Susa solo per dire che si tirano pietre. Sono pressioni durissime a cui il Movimento risponde su due piani: mantenendo l’assedio al fortino per logorare il morale e le condizioni quotidiane della truppa, per rendere costoso il mantenimento dell’apparato di sicurezza ed erodere il malloppo che i Partiti si aspettano di intascare dall’Europa;  ed allo stesso tempo proponendosi all’esterno della Valle come portavoce di tutti coloro che chiedono un nuovo modello di sviluppo, uno stop allo spreco di soldi pubblici, una cacciata di questa casta politica. In questo senso vanno le iniziative in programma nel prossimo futuro: la partecipazione alla Marcia della Pace in Umbria , un No Tav Tour in varie sedi italiane da invitati, l’adesione alla manifestazione europea degli indignati a Roma il 15 Ottobre. Un ruolo, quello dei portavoce del malcontento generale, che comincia ad avere corpo nell’interesse per le motivazioni del Movimento, nei gesti di simpatia riscontrati in numerose situazioni pubbliche, nell’attenzione alla Val Susa che si sente provenire da più parti. Una sensazione che porta a ‘cercare consenso su una piattaforma politica generale da discuterne con tutti quelli che lo vorranno’ come ha proposto Claudio Cancelli ieri a Villarfocchiardo. E sembrano già parecchi quelli interessati a discuterne.  Un motivo in più per la casta di cui preoccuparsi e, si teme, per intensificare la disinformazione e la repressione giudiziaria.(F.S. 24.9.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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