6 Settembre, una giornata piena

Diverse migliaia di persone hanno partecipato allo sciopero generale indetto dalla CGIL e  al relativo corteo ma come già altri hanno segnalato, quel fiume di gente era agitato da pulsioni, aspettative e richieste diverse, non tutte recepite da quel blocco burocratico che è il Sindacatone. Tanto meno da quegli ottusi militanti, residui di anni di maggiori chiarezze, che hanno tentato invano di impedire allo spezzone No Tav, entrato in piazza san Carlo tra gli applausi di due ali di gente, di salire sul palco a manifestazione conclusa per dare risalto alla sua presenza. Qualche isteria dei suddetti energumeni e un minischieramento di poliziotti, costretti ad arretrare sotto la pressione della gente, non hanno cancellato l’impressione che il movimento No Tav sia stato il catalizzatore dell’attenzione collettiva. Lo si è visto dalla sintonia che si creava al passaggio di chi sfilava davanti al presidio di piazza castello: applausi, sorrisi, condivisione di slogan, imbarazzi e sguardi sfuggenti di chi si sente ancora debole, isolato o non pronto a innalzare la propria soglia di arrabbiatura ma guarda alla Val Susa con evidente ammirazione. Non un cenno di disapprovazione quando il coro di ‘Vergogna, vergogna!’ ha investito il gruppetto di  poliziotti del Siulp (quelli che in sintonia con l’altrettanto vergognoso Esposito e il destrorso SAP hanno chiesto di fare della Maddalena un sito militare) o agli slogan sui politici come Ai nostri presidi c’è partecipazione/Nei vostri palazzi solo corruzione! D’accordo, di questi tempi è come sparare sulla Croce Rossa, è suscitare facili applausi ma in altri tempi altre sarebbero state le reazioni. Ai No Tav che presidiano la svolta da piazza Castello in via Roma fanno visita Paolo Ferrero, Gianni Vattimo, mentre i pochi PD girano al largo mescolandosi a chi sta ai lati. Poco prima del corteo erano transitate la Bragantini e la Rossomando contornate dai Digos. Evidentemente hanno qualche problema a stare tra la gente. Altri della nomenclatura PD li vedo sotto i portici, travestiti da semplici passanti; uno lo conosco bene. Ci salutiamo e ci scambiamo qualche battuta : Ma questo Esposito…- non mi trattengo – cosa gli lasciate dire?’ Fa una faccia dai tanti ‘significati’: Lasciamo perdere – dice, poi aggiunge ‘Eh sai, parla solo a titolo personale…’ ‘Non mi pare, non lo smentite mai, specialmente quando parla della Val Susa e vi fa fare pessime figure.’  ribadisco. Altra faccia, poi dice: ‘Non me ne parlare!…’ e si allontana con uno sguardo da No Comment. Insomma, mi pare di capire che, specie dopo il suo pronunciamento ‘fuori linea’ contro lo sciopero, la carriera dell’Esposito si sia accorciata.

Intanto in piazza, il sindacato di base USB contesta tutti, anche la Fiom, e viene annullato da Digos e servizio d’ordine mentre diversi striscioni ‘amici’ vengono con tecnica sperimentata fatti sfilare davanti per occultare i contestatori al palco.

Per tornare al corteo, sfilano i Vigili del Fuoco e vengono accolti da grandi applausi per essersi ritirati dalla Maddalena. Loro sorridono, uno estrae un fazzoletto col treno crociato. In coda, dietro lo spezzone No Tav che si materializza velocemente, ecco una dozzina di poliziotti (in servizio) seguiti dai blindati. Tanti No Tav si siedono o si sdraiano per terra davanti ai mezzi costringendoli a fermarsi e a cambiare strada mentre gli agenti che procedono davanti rimangono tagliati fuori. Sono quelli che, trovatisi isolati presso il palco, si troveranno costretti a ripiegare sotto i portici e senza reagire (checchè ne dicano poi i media che parlano di manganellate), visti i rapporti di forza sul momento.

Chi avesse visto il TG Regionale della sera si è certamente stupito nel vedere per una rara volta un servizio sul volantino No Tav del giorno. Non erano arrivati i marziani. E’ stato un ennesimo presidio sotto la sede RAI che ha raggiunto, per una volta, lo scopo. Tra tutto, dunque una bella giornata piena per chi ne ha abbastanza della casta, delle manovre  economiche a puntate, del governo, e che ha dato la sensazione di potersi ripetere con maggiore veemenza nel prossimo futuro se, come sembra, meglio le cose non potranno andare. (F.S. 7.9.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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