Assedio! Il fortino resiste a stento all’assalto di una massa enorme di manifestanti disarmati.

3 Luglio sera.

E’ stata quasi una manifestazione autoconvocata quella di oggi. A partire dal lunedì dello sgombero sono state talmente tante le comunicazioni di solidarietà che non si poteva pensare di disgiungere la richiesta di reazione dei movimenti di tutta Italia dalla necessità di risposta No Tav.  Già mercoledì sera i bus previsti erano più di 100, ad oggi erano almeno 250; senza contare chi arrivava in treno, in auto e naturalmente i valsusini. Il Coordinamento dei Comitati ha avuto il suo bel da fare ad organizzare l’accoglienza e la logistica tanto più che la discussione di giovedì scorso riguardava giocoforza gli obiettivi e l’atteggiamento della manifestazione; con il non malcelato timore che potesse divenire incontrollabile. L’anima pacifista del Movimento che normalmente prevale nel dettare le regole si trovava in difficoltà questa volta nel farlo, conscia che se arrivano manifestanti da ogni dove questi non vengono a fare solo un picnic ma si aspettano di arrivare a contatto con le forze occupanti, anche senza per forza attaccarle. Ma a quel punto i rischi sono grossi. Non era quindi questione facilmente redimibile e il Coordinamento ha potuto solo specificare nei comunicati che la manifestazione sarebbe stata pacifica.

E così in sostanza è stato nei limiti del possibile. Oggi le migliaia di manifestanti (10.000 secondo la Questura, fonte GR del pomeriggio) hanno dovuto subire un fuoco di fila di lacrimogeni e , si sospetta, di pallottole di gomma al solo avvicinarsi al recinto fortificato. L’unica reazione, più che contenuta e giustificabile, è stato un inevitabile uso di pietre. Gli ipocriti si lamenteranno ma bisogna pensare a cosa sono un po’ di pietre di fronte alla violenza dell’occupante che ha sparato i lacrimogeni ad altezza d’uomo ed ha utilizzato manganelli e idranti. Solo in un paio di casi si è arrivati allo scontro diretto che tra vigne e sentieri non ha avuto il successo che gli occupanti sono abituati ad avere  su strada o piazza. Il risultato complessivo della giornata è un successo sul campo e politico per i No Tav che hanno mantenuto la parola: l’assedio c’è stato ed è stato particolarmente sofferto dalle truppe di polizia che non potevano fare altro che difendere, a tratti concitatamente il loro fortino. In almeno due momenti la rete è stata abbattuta o superata momentaneamente e la falla immediatamente tappata. Intanto gli agenti cuocevano sotto il sole e quando girava il vento subivano gli effetti del loro stesso gas. E’ probabile che diversi dei feriti denunciati dalla Questura siano intossicati.

Gli assalti provenivano da mille direzioni: dalla centrale elettrica dell’Avanà, dai sentieri provenienti dall’alto da Ramatts, dall’area della baita con lo svantaggio di partire dal basso. Erano prevalentemente i giovani ad avanzare anche se nelle retrovie tanta gente di tutte le età assisteva, aiutava, partecipava in mille modi.  Ho chiacchierato con un’esile signora anziana di Susa che aveva fatto tutta la strada in mezzo ai boschi e commentava con soddisfazione quanto accadeva intorno a lei.

La risposta della polizia era affidata ai lanci di gas ad altezza d’uomo o a grappolo. Nell’area della baita ho visto almeno sei feriti colpiti dai proiettili metallici in varie parti del corpo; uno sanguinava da una gamba il qual fatto  alimentava il sospetto che si sparassero pallottole di gomma. Dal viadotto soprastante la Guardia di Finanza, il corpo attualmente più corrotto visto il coinvolgimento di un paio di generali nei traffici della P4 e dei politici felloni,  prendeva di mira i singoli e si distingueva per orinare dall’alto sui manifestanti (i professionisti della legalità…). I ragazzi avanzavano a ondate successive per essere respinti dal gas sparato in quantità industriale. Volavano pietre ma da distanza tale da essere per la maggior parte inoffensive. I boschi di castagni e le vigne nascondevano fino all’ultimo chi si avvicinava e da lontano si poteva indovinare l’azione dalla direzione dei lacrimogeni. La fitta vegetazione pullulava di manifestanti in tutte le direzioni.

Non ho conoscenza diretta di quanto sia successo alla centrale dove confluivano due cortei, la massa maggiore di manifestanti. La comunicazione ed il coordinamento della gente sui vari punti sono stati infatti il punto debole della giornata. Sono arrivate notizie di sfondamento dei cordoni di polizia, di cariche, poi di negoziati. In mezzo a tutto questo, un comizio di Beppe Grillo che ha infiammato la gente della Val Susa definendola eroica. Avremo maggiori dettagli in giornata.

Il fronte più ‘cruento’ è stato quello del piazzale della Maddalena su cui convergevano tutti quelli che scendevano da Ramatts. La polizia è stata costretta ad effettuare un paio di cariche facendosi precedere da una ruspa contro manifestanti che erano arrivati fino al muretto dietro il Museo archeologico. Cariche poco coordinate per il terreno sfavorevole. In un’occasione due francesi sono stati arrestati ma successivamente un agente rimasto isolato è stato raggiunto, spogliato di manganello, casco e pistola, ed è rimasto in balia dei manifestanti abbastanza a lungo da uscirne malconcio ed essere evacuato dall’elisoccorso. E’ seguita una trattativa con oggetto lo scambio tra prigionieri e pistola. Non sappiamo al momento come si sia conclusa. Intorno alle 18 i manifestanti hanno iniziato ad abbandonare il campo dopo aver atteso quelli che scendevano alla baita da Ramatts. L’umore era altissimo. Si era consapevoli che era una giornata vinta contro un contingente militare armato fino ai denti, costretto a difendersi ed a tappare le continue falle. L’assedio cominciava nel migliore dei modi e prometteva di continuare così. Si riprendeva la pista di Giaglione augurando guasti meccanici all’elicottero che non ha smesso un minuto di sorvolare l’area.

Particolarmente clamoroso è stato constatare che l’area designata per il cantiere non è stata inglobata nel recinto fortificato; è totalmente libera ed oggi è stata in mano ai dimostranti e questo renderebbe nulla la prima condizione richiesta dall’Europa per i finanziamenti. Hanno eretto un fortino in cima al colle e l’hanno chiamato cantiere. Un errore clamoroso o un ennesimo tentativo di truffa nei confronti dell’Europa?

I TG della sera ripetono stancamente le solite formule degli anarco-insurrezionalisti, black block e simili che ‘si distaccano dal corteo  pacifista’  (!) e attaccano la polizia. Solita aria fritta di chi non riesce a capire le dimensioni dei problemi e tenta una disinformazione convenzionale. Solite dissociazioni, soliti luoghi comuni sulla violenza quando la vera violenza proviene da una parte sola. Niente di nuovo sotto il loro cielo ma sempre qualcosa di nuovo sotto il cielo della Val Susa. (F.S.)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

3 Responses to Assedio! Il fortino resiste a stento all’assalto di una massa enorme di manifestanti disarmati.

  1. massimo numa says:

    partecipanti secondo la questura: non 100 mila come scrivi ma 7 mila.
    cordiali saluti
    mn

  2. mcc43 says:

    Maverick è una parola che uso spesso e sempre devo spiegarne il significato,.purtroppo 🙂

    Ti faccio una domanda, e in questo momento non pensando alle tue vedute politiche, ma alle tue competenze. Gli agenti di polizia vengono in Italia addestrati male e in azione perdono la testa, o vengono addestrati appositamente a rispondere con violenza ancor prima che essa appaia fra le file dei manifestanti?
    Mi dicono che le proteste antiTav in Germania non siamo sfociate in fatti simili a quelli della Val di Susa- e che è stato ottenuto uno studio supplementare. Non credo che ciò sia dovuto a manifestanti angelici e poliziotti arcangeligici e che i fantomatici blck block snobbino le piazze tedesche. E’ o non è anche un fattore di competenza delle Istituzioni preposte all’ordine pubblico? Grazie se riponderai

    • Maverick says:

      Credo che i reparti ‘celere’, quelli preposti all’ordine pubblico vengano addestrati per fare il massimo danno a chi si trovano di fronte, anche per un concetto autoritario di dissuasione ‘naturale’ (chi ne prende tante ci penserà due volte a tornare in piazza). So che è abbastanza normale che i dirigenti di piazza aizzino la truppa contro i manifestanti in tanti modi, per es. dicendo che ‘li vogliono ammazzare’. Credo anche che alla Maddalena sia stata applicata una tattica ‘intelligente’, quella di tenere i dimostranti lontano dal recinto sapendo che altrimenti sarebbe stato difficile impedire che in qualche punto venisse aperto. Ecco perchè l’agguato nel bosco di Ramatt e la sparatoria ‘a distanza’ contro chi si avvicinava a meno di trenta metri. E’ mia ferma opinione che i cosiddetti black block siano per metà un’invenzione mediatica e per metà (v. genova) agenti infiltrati.
      Maverick

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