Pallottole a Esposito e Merlo. I mandanti sono chiari a tutti

Torino, 5.6.2011

Lo scorso  Febbraio, solo Maverick pubblicava l’avvertimento proveniente da fonti ‘europee’ secondo cui era avviato un piano di attentati in Italia e Val Susa per sollevare il premier dai suoi guai quotidiani e per affrettare qui l’avvio dei lavori per il Tav. Lo scopo era di mettere in difficoltà il movimento che sarebbe stato accusato di essere ispiratore se non complice degli attentatori. C’erano addirittura dei riscontri ed alcuni piccoli episodi che corroboravano le peggiori ipotesi. Eppure la notizia era stata resa pubblica dal rappresentante delle liste civiche in occasione dell’incontro ad Avigliana con De Magistris, era confermata dal Movimento 5 Stelle ed i Comitati No tav si erano affrettati ad informarne i Carabinieri. Niente era trapelato sui media, totale silenzio. Poi fortunatamente niente accadde forse proprio per la sollecitudine nel denunciare il piano, ormai ‘bruciato’.

Già nel 2010, vi ricordate, erano state recapitate pallottole ‘bipartisan’ siglate Sì Tav a Chiamparino e ad Alberto Perino e nello stesso giorno era stato incendiato il presidio di Borgone da qualcuno che aveva imbrattato i resti fumanti e le stele partigiane nei pressi con le scritte Si Tav.

Nel 2005, subito dopo i fatti del Seghino, era stata trovata una valigia di esplosivo sulla SS25 del Moncenisio e nel 2007, quattro proiettili erano stati recapitati a sandro Plano allora Sindaco di Susa.

Ora, nel momento di massima tensione, arrivano pallottole per Stefano Esposito e Giorgio Merlo i due pasdaran PD del Tav che più si sono da sempre segnalati per intransigenza e per le richieste di misure estreme come quella, ultima, di dichiarare la Maddalena area militare.

C’è evidentemente  qualcuno che ha interesse a ‘finire il lavoro’ rapidamente, a risolvere l’attuale stallo, esattamente come vogliono le forze politiche che premono per realizzare il Tav, qualcuno che soffia sulla tensione per giustificare proprio le misure che i due galletti PD richiedono da tempo.

Non c’è da stupirsi. E’ da più fonti ormai documentato che dove ci sono i soldi delle Grandi Opere c’è la mafia ed in Val di Susa come tutti sanno e  come raccontava proprio l’altro ieri, 3 Maggio Roberto Saviano su Repubblica c’è la ‘ndrangheta: ‘…Rocco Lo Presti, boss di spicco della ‘ndrangheta…aveva attirato a Bardonecchia imprese di costruzione dalla Calabria che presto riuscirono a sbaragliare la concorrenza delle ditte piemontesi…L’ultimo passo fu condizionare la politica…Le mafie vincono quando tutti ci guadagnano.’ I Carabinieri lo sanno e lo sa anche la Procura di Torino che non ha neanche ancora trovato i responsabili degli incendi e delle pallottole precedenti.

La ‘ndrangheta è il terzo protagonista dell’affare Tav insieme ai partiti che sponsorizzano il progetto e alle forze industriali. E’ il terzo incomodo a cui bisogna pagare pegno ed ha i suoi metodi per ‘accelerare’ decisioni che a suo giudizio i politici non riescono evidentemente ad imporre con sufficiente sollecitudine. Esposito, parlamentare pluriassenteista pagato con i nostri soldi, ed il suo compare di cricca Merlo, che fonti interne indicano come censore al TG3 dei servizi sul Tav grazie al suo ruolo di ex dirigente Rai, sanno che il loro futuro politico è legato al rapporto stretto che a Torino si è creato tra Partito e poteri forti e fanno del loro meglio per accreditarsi. Hanno grandi ambizioni, Esposito vorrebbe addirittura diventare Sindaco di Torino. Riesce difficile anche a chi era del vecchio PCI pensare che si possa arrivare a perorare la repressione ‘senza limiti di ingaggio’ della gente della Val Susa per fare carriera sui possibili morti e feriti conseguenti. Ma questa è la gente che oggi, con Fassino Sindaco, governa Torino, questo richiede il sistema di potere che insieme agli industriali ed alla ‘ndrangheta vorrebbe spartirsi il malloppo Tav. Proprio Merlo dichiarava il 2 Giugno scorso: ‘L’unica cosa che non si deve fare adesso è quella di sospendere i finanziamenti dell’UE’. Soldi: l’unica cosa che conta. Non è mai stato così evidente ed anche questa chiarezza è merito della gente della Val Susa. Mi chiedo però con qualche sgomento cosa potrebbe accadere a chi troppo si è sbilanciato per il Tav nel caso che il progetto non andasse in porto: certa gente, invitata a tavola ma rimasta senza cena, potrebbe sentirsi tradita negli interessi e si sa come quella gente reagisce. (F.S.)

(F.S.)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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