Flynnville Train

Redemption

(Next Evolution, 2010) 

Dopo i Blackberry Smoke e Bo Bice, Nashville continua a cavalcare quel che resta del rock sudista storico adattandolo ai gusti della nuova platea del country: qualche fiddle in più e qualche nota di steel guitar. Ora Music City propone questi Flynnville Train, quattro brutti ceffi dal Kentucky, due dei quali fratelli (Bryan e Brent Flynn), che ripercorrono senza infamia e senza lode le piste dei mai abbastanza rimpianti gruppi della Capricorn Records degli anni ’70. Chi ama e segue il genere southern troverà questo debut album gradevole: pur non presentandosi in formazione ‘classica’ con le tre chitarre di ruolo, i Flynn regalano un roadhouse rock accettabile seppur di routine. Gli ingredienti tipici ci sono tutti: grandi schitarrate, voci arrochite, buone armonie vocali, sortite di boogie, qualche buon riff; e così anche i clichet tematici: mugugni del lavoratore nel single Preachin’ To The Choir, religiosità (Friend of Sinners), nostalgia per i good old times (Home), un po’ di machismo (Scratch Me Where I’m Itchin’), atmosfere NASCAR (Turn Left) sottolineate dall’intervento del fiddle, birra a volontà e honky tonks (Tip A Can). L’unica incursione nel sentimento (The One You Love) non incanta: non sono i tipi da sentimento,  mentre l’unica nel country (On Our Way) è appena accettabile. I nostalgici del vecchio Sud potranno comunque apprezzare le 11 tracks per il tiro e  per una generale piacevolezza ; io pur nostalgico e curioso, continuo a preferire i buoni vecchi Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet e compagnia redneck.(F.S. 20.4.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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