2 Aprile. Leghisti e No Tav. La difficoltà di incontrarsi

A parte la scaramuccia dialettica a Condove durante la campagna elettorale regionale 2010, finita con un dignitoso pareggio, il movimento No Tav non si era mai confrontato apertamente con la Lega. L’ex Presidente della Comunità Montana dell’Alta Valle, Carena, fino al 2005 aveva mantenuto una dialettica decente con l’ex collega No Tav della Bassa Valle, Ferrentino. Le ostilità hanno sempre contrapposto il fronte popolare al ‘nocciolo duro’ del Potere piemontese costituito da PD e PDL. Fino all’elezione di Cota, la Lega sembrava non volersi coinvolgere troppo sul problema Tav sapendo che tra i suoi elettori di Valle erano parecchi quelli contrari all’Alta Velocità per l’evidente loro legame con il territorio .

Ieri mentre giravo tra gli schieramenti contrapposti davanti al Ristorante Caprice di Avigliana, dove si sarebbe dovuto svolgere un incontro tra gli iscritti del Circolo leghista locale  e il Governatore Cota, ho avuto occasione di ascoltare le voci di  alcuni dei convenuti che scrutavano da lontano, attraverso un minimo schieramento cautelativo di Carabinieri, le mosse del popolo No Tav. C’era apprensione per quello che avrebbero potuto fare ‘i facinorosi’, che in realtà erano tranquillissimi,  c’erano alcuni anziani beceri che invocavano ‘randellate’ e c’era una maggioranza di gente comune che con qualche sconcerto  si interrogava sulle motivazioni della contestazione. Sembrava che avessero voglia di parlare più che di azzuffarsi. Alcuni discutevano del Tav immanente dicendosi contrari  ma rammaricandosi per la scelta del Sindaco Mattioli di uscire dall’Osservatorio e rivendicando la propria acquiescenza alla disciplina di Partito. C’era chi  elencava le compensazioni proposte dalla Lega come la moratoria per tasse e Iva per tutta la Valle. Mentre aumentava lo sventolio di bandiere No Tav verso la Rotonda del Cin Cin, la cinquantina di iscritti al Circolo Lega di Avigliana veniva raggiunta dalla Sindaca PDL di Giaveno, unica ospite blasonata orfana dell’appiedato Napoli,  e poteva iniziare la riunione con l’annuncio previsto della rinuncia di Cota a comparire.

Veniva letto dal Segretario del Circolo l’appello dei No Tav alla mobilitazione, interpretato molto forzosamente  come intimidatorio e antidemocratico, ed alcuni scambi di messaggi aggressivi tra siti No Tav con display di insulti variopinti a Cota. Niente di peggio di certi interventi a Radio Padania, uno scherzo in confronto alla fraseologia di un Borghezio ma sul momento commentati come minacce terroristiche da chi tira i fili del Circolo leghista. Capito il tono del proseguo, lasciavo la sala e cambiavo compagnia attraversando i ranghi degli annoiati CC. Da quella parte, la rinuncia di Cota veniva salutata come una vittoria e di sicuro lo è stata, benché facile: la mia impressione era che al sabato pomeriggio  il Governor non avesse alcuna voglia di gratificare la piccola assemblea dei suoi con la sua presenza, aldilà della contestazione annunciata. Non gli sarebbe stato difficile aprirsi un varco nel centinaio di No Tav presenti, se veramente avesse tenuto a partecipare ed invece quello che è riuscito a fare è stato di dare un messaggio di debolezza, di paura alimentando così la tradizione dei politici che preferiscono non comparire in Valle, a scanso di guai. 

Così, del pigro  pomeriggio di primavera ad Avigliana mi rimangono alcune riflessioni su quanto la retorica dei Partiti (in questo caso la Lega) inquini fortemente le opinioni dei singoli cittadini ed impedisca loro di vedere la realtà nella sua evidenza. I No Tav si sono da tempo emancipati da qualsiasi retorica ed hanno preso nelle loro mani il destino della loro terra approfondendo autonomamente l’analisi del ruolo dei Partiti nella politica delle Grandi Opere ed estendendola ad un quadro generale. I leghisti ‘di base’ ne sono ancora prigionieri  e si dibattono tra le mille contraddizioni del loro essere ‘popolo’ e Partito; della loro aspettativa quasi messianica di un federalismo che non li potrà accontentare  ma a cui sono disposti a sacrificare buona parte del loro interesse diretto di cittadini, la loro salute, l’ambiente in cui vivono; della loro subordinazione in sede istituzionale agli interessi di lobbies economiche che per il momento trovano ancora maggiore  rappresentanza nelle alleanze con PD e PDL benché il Partito Lega stia dandosi un gran da fare nello scalare banche e poltrone nel settore parapubblico dei boiardi di Stato.

Colpisce nel Comunicato Stampa del capogruppo Gian Luca Matlì l’aggressività, l’incapacità dei leghisti ‘di apparato’ di distinguere tra una normalissima, pacifica protesta ed un attacco alla democrazia e all’osservatore non resta che rilevare con qualche rammarico la distanza ideologica tra cittadini della stessa terra che impedisce di guardare alla realtà con gli stessi occhi e di fare insieme i propri interessi. Una distanza  alimentata artificiosamente da una linea di Partito che ha trascinato alcuni, talvolta inconsapevolmente,  a destra sulla xenofobia e sul sostegno alle politiche berlusconiane e dall’altra parte da un processo di emancipazione politica del popolo  No Tav, che lo ha inevitabilmente connotato a sinistra. Nei fatti, l’ennesima dimostrazione che per incontrarsi i cittadini devono sbarazzarsi prima delle sovrastrutture mentali e ideologiche del Partito Apparato, della sottomissione alla ‘linea’, della fiducia incondizionata nei leaders. (F.S. 3.4.2011)

RETTIFICHE: Ci segnalano le seguenti imprecisioni nel testo dell’articolo che provvediamo a correggere:

. La Lega Nord è organizzata in Sezioni, non Circoli

. L’introduzione alla riunione è stata fatta da Cesare Borella, Consigliere Comunale, non Segretario della Sezione;

. Matlì, autore del Comunicato Stampa, non è della Lega ma bensì del PDL  che ad Avigliana è insieme alla Lega in una Lista Civica.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

One Response to 2 Aprile. Leghisti e No Tav. La difficoltà di incontrarsi

  1. maria eleonora forno says:

    a giaveno, mi succede spesso che qualche leghista mi dica di sentirsi notav, ma di non dirlo a nessuno. Sulla saluta, idem, si lasciano fottere l’ospedale, vedi gruppo fb da loro creato ed ora annichilito: http://www.facebook.com/?sk=2361831622#!/group.php?gid=130893986932060

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