Chiacchiere inutili: la seduta del Consiglio Regionale dell’8 Marzo

Chi non ha mai assistito ad un Consiglio regionale dovrebbe farlo, almeno una volta per propria ‘formazione’. Io, dopo tanto tempo, l’ho rifatto oggi per assistere al dibattito sulla Tav richiesto dal PD con un Ordine del Giorno sui ritardi nel procedere. L’immagine che mi viene più immediata è una classe elementare in cui manca il maestro: il caos più totale in cui i Signori Consiglieri vanno e vengono, parlano al telefono, giocano con il PC, chiacchierano in capannelli senza curarsi di chi sta parlando, tra le occasionali scampanellate del Presidente per chiedere silenzio ma che intanto si fa gli affari suoi anch’egli conversando con i vicini o addirittura assentandosi momentaneamente. Ecco, siamo governati da personaggi così, che intervengono per dire la loro in maniera scoordinata, cioè  senza badare quasi a quello che gli altri hanno detto, per ribadire le loro posizioni, anzi quelle del loro Partito e basta. Insomma, il contrario di quella che Jefferson definiva ‘un’assemblea di uomini liberi’.

In un angolo, per l’occasione si è piazzato Virano che ha assistito al ‘dibattito’ placidamente, sapendo di non andare incontro a sorprese. Per il TG3 c’era ‘Manina’ Battaglia, quello con la riga in mezzo che accompagna la lettura delle notizie con gesti incongruenti della mano sinistra, che teneva banco con colleghi e consiglieri come in una lunga pausa-caffè in ufficio.

Diciamo subito, per coloro che non hanno voglia di soffermarsi nella lettura, che non ci sono stati risultati di sorta: la mozione PD che sollecitava maggioranza e governo a darsi da fare per realizzare la Tav è stata infine votata all’unanimità tranne i due voti  dei 5 Stelle che hanno presentato il loro OdG contrario ed hanno valorosamente sciorinato i dati sui flussi ed i costi, che ormai tutti conoscono come negativi rispetto alle esigenze dell’opera, nell’indifferenza generale, e due ‘non votanti’ (!) di Rifondazione (Artesio) e SEL (Cerutti). Qualche segno di insofferenza Virano l’ha dato solo ascoltando Biolè (5 Stelle) sui dati dei costi al Km. Per il resto, una elegante Bonino ha elencato tutti i passi e gli ‘auspicata’ compiuti dalla maggioranza per avvicinarsi alla realizzazione del progetto; il Consigliere itinerante (per il numero di casacche indossate in carriera) e Presidente della Commissione Trasporti, Angeleri (oggi Lega, domani chissà?) ha sproloquiato sui facinorosi, su quanto di più fatto dal centrodestra che dal centrosinistra, e via di inutilità di parte; il capogruppo PDL Pedrale ha parlato del settore movimento terra come risorsa dello sviluppo economico della Valle, cioè, guarda caso, proprio il terreno controllato dalla criminalità organizzata.

I paradossi sono stati  i seguenti casi umani: Boeti e Lepri (PD) che hanno in qualche misura lamentato i limiti del progetto  e riconosciuto le ragioni dei contrari all’opera ma hanno comunque poi votato a favore esplicitamente per ragioni di scuderia (e quindi per mantenersi il posto); Boeti ha dissertato sulla democrazia  che affida a maggioranza il pronunciamento sulla Tav agli eletti.  Lepri ha affrontato il ridicolo dicendo che l’ammortamento dell’opera va correttamente calcolato sul centinaio di anni!;

la Cerutti, inviata in Regione di Ferrentino, che ha saputo solo sbrodolare ancora sul metodo del FARE e spendere parole di elogio per il disegno di Legge Regionale, voluto da Virano, per il coinvolgimento della popolazione (quello ad imitazione del francese Demarche Grand Chantier) che finora non sembra aver conquistato alcuno in Valle; salvo poi assentarsi al momento del voto.

la Artesio (PRC), che ha rimarcato la concomitanza del tema del giorno con l’avvicinarsi della campagna elettorale, ha attaccato il progetto salvo poi non votare contro l’OdG.

Ma il paradosso ‘migliore’ è stato quello di Buquicchio (IdV) che ha fatto un intervento esplicitamente contro la Tav dicendo che le cose sono cambiate (riferendosi forse a quanto si era prodigato il Di Pietro Ministro per la Tav) ma poi dichiarando il suo Sì all’OdG  ‘per disciplina di Partito’.

Le impressioni finali dello sconcertato sottoscritto sono:

  1. che  non ci sia niente da aspettarsi da codesto teatrino in cui l’unanimità sulla Tav è ormai cementata e su cui pesa la pressione della Confindustria e della lobby dei costruttori, un vero ricatto alle forze politiche che avranno bisogno dei loro soldi per pagarsi la campagna elettorale.
  2. Che nei politici c’è coscienza della diffusione dell’opposizione sul territorio ed una certa apprensione per le difficoltà rappresentate da quella, dai limiti delle risorse e dalla sotterranea propensione di Bossi, Tremonti e Bonsignore ad optare per il corridoio Genova-Novara-Milano-Sempione. Tra le incertezze non rivelate c’è probabilmente la consapevolezza che possono non farcela.
  3. Che, in questa situazione, non possono che andare allo scontro con la Valle per tentare di dimostrare volontà e fermezza. Resta da capire quanto decisa sarà la spallata o se sarà un bluff come i sondaggi per strappare quanti più soldi europei. (F.S. 8.3.2011)
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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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