Diario Tav. Gennaio 2011. La lunga attesa

E’ un senso di attesa pacata quello che avvolge la Valle in questo inizio d’anno. Le polemiche sulla costruzione abusiva del presidio alla Maddalena con conseguente avviso di sfratto non hanno disturbato la gente più di tanto e il Sindaco di Chiomonte, Pinard non sembra aver fretta di procedere. C’è poca neve ma fa abbastanza freddo. Vista la situazione politica e le cronache giudiziarie sulle serate del premier, tutto l’ambiente è sconvolto e i pretoriani piemontesi del TAV sono in allarme: il tavolo politico tarda a riconvocarsi (viene poi fissata la data del 7 Febbraio) , l’incontro con i francesi per rinegoziare la distribuzione delle quote pure, la lobby avversaria è in azione: da Genova, il PD Burlando ha riproposto la candidatura della sua città per il Corridoio 5 via Sempione (come già Bonsignore) gettando lo scompiglio sotto la Mole. La risposta è stata debole: coro di proteste, uno stupido ricatto del Sottosegretario Giachino ai Sindaci interessati al prolungamento della linea Metro (Sì al prolungamento se dite sì al Tav!) subito rientrato per la reazione di tutti i Sindaci compresi quelli pro Tav, la legge regionale su cantieri e compensazioni (fondi da reperire) in dirittura d’arrivo, un programma politico PD per le amministrative  di primavera che non cita espressamente il Tav ma si affida ad una circonlocuzione sulle ‘infrastrutture’. E’ segno che il PD comincia a tirare i remi in barca? Chiamparino si infuria e ottiene di precisare la circonlocuzione (‘Corridoio 5 Torino-Lione’ che, attenzione, non significa Alta Velocità) ma Chiamparino è uscente. Gli altri candidati alle primarie evitano possibilmente di parlare di Tav se non sollecitati e Fassino, favorito a scanso di scherzi (dopo Milano e Napoli, l’ultimo in questi giorni viene da Cagliari), si presenta spalleggiato da tutti i poteri forti della città tanto per ribadire che per lui il termine ‘sinistra’ è riposto in archivio per sempre. Su tutto incombono anche  le celebrazioni del 150tenario dell’Unità d’Italia, con tutte le cautele per l’ordine pubblico che comportano, e la questione Mirafiori con la mobilitazione FIOM che si porta via col vento una bel numero di ex voti PD.

Il movimento No Tav sguazza tranquillo distribuendo iniziative di ogni genere sul territorio e ricambiando la Fiom dei sostegni passati con una buona presenza (due bus) alla manifestazione del 28 Gennaio. Un manipolo si piazza nel corteo proprio davanti alla CGIL Costruttori (sindacato pro Tav poco incline a ragionare sui dati per evidenti interessi corporativi); all’altezza di via Cernaia 30, casa di Virano, qualcuno va ad informarsi educatamente se l’Architetto è in casa per lasciargli un messaggio vocale ma il custode dice che non c’è. Non si insiste.  Alla Maddalena viene  segnalato un nuovo acquisto (regalo) di terreno adiacente a quello del presidio e si preparano piattaforme ‘di controllo’ sugli alberi. Corrono voci di frane, acts of God incontrollabili che potrebbero rendere ancora più difficoltoso l’accesso al sito del cantiere..

Manca qualcuno? Ah sì, Ferrentino che a capo di Sinistra Ecologia e Libertà si affanna prima ad ottenere la candidatura di Airaudo (rifiutata) poi a giustificare l’accettazione, come al solito al ribasso, della dicitura imposta dal PD in programma (‘Il nodo di Torino è fondamentale’ – dichiara a denti stretti – ‘dovrebbero preoccuparsi del progetto che ancora non c’è’). E invece c’è, fa finta di non sapere che le modifiche richieste da Pinard per uno svincolo dell’autostrada a Chiomonte e per la circolazione dei mezzi per il cantiere sono di pochi giorni fa. E a proposito di SEL, mi vengono in mente gli sms che mi mandava un assessore provinciale PD nei giorni delle scorse elezioni regionali: ‘Non voti PD?’, ‘No, sono contro il Tav’ rispondevo io, ‘Vota almeno SEL’ ribadiva. Dal che compresi la natura del suddetto ‘nuovo’ partito della sinistra: una lista civetta per ingannare chi chiede qualcosina più di sinistra ma totalmente subalterna al PD, proprio come Ferrentino.

Il mese si chiude con l’annuncio del rinvio da Marzo a Maggio dell’inizio dei lavori alla Maddalena. Un bluff? Come questo si concilii con le richieste europee non è dato di capire: se le condizioni ultime per ottenere i finanziamenti erano tre (l’approvazione della spesa da parte del Governo, l’accordo con la Francia e l’avvio del cantiere entro Marzo) solo metà della prima è stata risolta. Quali garanzie Virano riesce ancora a dare all’Europa? E se cade il Governo? Tutto continua a rimanere appeso ad un filo in attesa che accada qualcosa di decisivo che faccia aprire le ostilità sul terreno.(F.S. 1/2/2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

One Response to Diario Tav. Gennaio 2011. La lunga attesa

  1. Fabrizio Biolè, Movimento 5 Stelle says:

    Il mancato inserimento nelle linee programmatiche di Piero Fassino, di chiari riferimenti alla linea ad alta velocità Torino-Lione, mancanza che ha creato il facile assist politico all’Assessora Bonino la settimana scorsa, ha finalmente un “colpevole”. Si chiama Monica Cerutti.
    La capogruppo S.E.L. infatti dichiara sulle pagine dei giornali il suo (mal)fermo no alla grande opera, arrampicandosi sugli specchi di un “sì tecnico” che baratta lo stupro ambientale definitivo della Valle di Susa e l’oscena spesa di centoventi milioni di euro al chilometro con un posto al sole nella sempre più improbabile corte dei miracoli che si prospetta essere la coalizione di centrosinistra che correrà alle prossime elezioni comunali del capoluogo piemontese e che si propone, ahinoi, di continuare la devastante politica comunale di Chiamparino & C. Siamo sicuri che i torinesi non glielo permetteranno,

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