Quando si muovono gli operai

Chi come me avesse memoria degli anni ’70, ieri (mercoledì 12) avrà provato un brivido, di emozione o di inquietudine (a seconda della propria posizione sociale) nel vedere formarsi e partire il corteo della FIOM da piazza Statuto, a poche centinaia di metri dalla sede, ora trasferita, della UIL assalita nel 1962 da una moltitudine operaia inferocita per un accordo separato, come oggi: due quadrati compatti, due muri umani, massicci, determinati, si muovevano lenti dietro gli striscioni di Mirafiori riempiendo in larghezza la via Garibaldi man mano che la gente si aggiungeva alle loro spalle. La leggera tensione legata alle aspettative della manifestazione e ad una presenza di polizia che qualcuno giudicava un po’ troppo a ridosso dei presenti si dissolveva non appena ci si rendeva conto che tutto andava per il meglio. Una folla di fotografi e operatori aspettava i protagonisti dell’orgoglio FIOM, Airaudo e Landini; alcuni si arrampicavano sui semafori per prendere immagini che nei notiziari della serata avrebbero occupato lo spazio di pochi secondi perché inglobate in servizi ‘obiettivi’ che mostravano anche le due/trecento presenze all’assemblea dei Sì all’accordo e qualche infervorata discussione alle porte della fabbrica. Un’equidistanza di facciata per non dispiacere alla Casta locale pronunciatasi per il Sì complice, per non spezzare alleanze e meccanismi di  intesa costruiti in anni di assenza di classe operaia.

Dietro a Mirafiori, alcune rappresentanze di fabbriche della provincia, una nutrita delegazione dalla Valsusa No Tav a sottolineare un’unità raggiunta in anni di ‘comune sentire’ e di reciproco sostegno, una folta area antagonista, popolo viola e 5 Stelle, le immancabili delegazioni dei partitini della galassia della sinistra, Cobas e Cub. Si facevano vedere persino alcune bandiere IDV e l’Assessore-candidato Tricarico del PD in splendido isolamento e in cerca di popolarità personale malgrado le posizioni del suo Partito. Assente clamoroso il nuovo movimento degli studenti, una bella gaffe politica dopo le grandi mobilitazioni recenti, un’occasione importante persa per riunire su qualcosa di cruciale padri e figli e saldare un fronte di protesta che avrebbe potuto essere preoccupante per la controparte.

Le valutazioni della Questura (5000) stridono con la realtà perché quando la testa del corteo entrava in piazza Castello la coda era partita da poco in una via di circa un Km. Azzarderei quindi un 20.000 persone che sfilando presso il Municipio hanno dato a Chiamparino una misura approssimativa per difetto dei voti che il PD ha perso per le sue dichiarazioni di voto. Tutto ora è affidato alle urne di Mirafiori. (F.S.)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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