Wikileaks: quanto c’è di buono?

Difficile districarsi tra lodi e critiche, salve di benvenuto e attacchi giudiziari (americani) al sito ed alle rivelazioni diffuse in questi giorni. Ma se il metro deve essere la consapevolezza del cittadino del mondo, la faccenda si fa più facile da valutare anche se solleva qualche interrogativo importante.

Se da una parte è istruttivo venire a conoscenza dei veleni che scorrono tra i diplomatici e di dettagli scomodi sui rapporti tra il mondo e gli USA, dall’altra non riesco a riscontrare valide novità nel flusso di mininotizie diffuse dal sito di Assange. E’ vero che gli incitamenti sauditi ad attaccare l’Iran sono particolarmente significativi e fuori dalla norma diplomatica ma chiunque si occupi di geopolitica può dire che la sostanza politica di quegli incitamenti e della relativa convergenza con Israele era chiara da tempo. Come questa, tante altre. Possiamo pensare che darà fastidio ai singoli diplomatici del Dipartimento di Stato che affiorino loro perfidi giudizi sulle persone, colleghi e leader o addirittura l’indicazione di spiare il Segretario dell’Onu. Ci sarà forse qualche imbarazzo tra politici nel breve termine ma sappiamo che tutta questa gente, a partire dal nostro premier, è abituata a farsi scivolare addosso qualsiasi cosa che non sia solidamente minaccioso per il loro status. Ed infatti hanno tutti sminuito (Berlusconi) o addirittura ignorato (Putin, Gheddafi, Merkel, Sarkozy) gli apprezzamenti ed i giudizi contenuti nei messaggi. Insomma, non sembra esserci alcunché di ‘devastante’. Solo fastidio per l’irruzione nella privacy diplomatica, il fastidio dei potenti che si sentono aggrediti nel loro senso di impunità, e per questo molto probabilmente Assange pagherà la sua impudenza (l’accusa svedese di stupro è senza dubbio falsa, prefabbricata sull’assunto che un reato particolarmente infamante è quanto c’è di più efficace per distruggere reputazioni e carriere).

In questa storia, riallacciandosi ad antichi dibattiti , la rete si conferma come uno strumento ‘democratico’ di informazione  perché salta a piè pari censure, mediazioni e interventi manipolatori e giunge direttamente alle orecchie dei cittadini del mondo: unisce, condivide, diffonde, aiuta ad organizzarsi (v. l’uso che ne fanno per esempio l’attuale protesta studentesca o i vari movimenti di protesta).

Il problema è che nessuna di queste leaks va ad intaccare i giochi ‘sporchi’ del potere, quelli che i servizi segreti fanno sottobanco o quelli per esempio che riguardano la struttura del potere mondiale. Smaschera qualche informatore ‘politico’ ma non fa i nomi di congreghe occulte che svolgono ruoli importanti nel definire obiettivi e scopi non detti, nel pilotare le politiche dei Governi. Che vuol dire ‘La Russia è uno Stato-mafia’ ? Vorremmo saperne di più: chi è colluso e come. E perché non c’è niente che spieghi le ragioni, gli scopi e la misura dell’influenza sulle politiche non solo americane di entità quali il Council of Foreign Relations, la Trilateral, il Gruppo Bilderberg, l’ultima rivelata C Street (The Fellowship) o le reti ancora più ristrette che governano settori della ricerca scientifica e della finanza mondiale?

L’indagine del giornalista investigativo spagnolo Daniel Estulin sul Bilderberg, se ampliamente diffusa e magari ulteriormente documentata e potenziata, potrebbe essere più destabilizzante di tutto quanto uscito finora come potrebbero esserlo le testimonianze sullo stato della ricerca sulle tecnologie per la produzione di energie veramente alternative (i.e. point zero, elettromagnetismo, antigravità) che potrebbero alterare l’equilibrio economico attuale sostituendo i carburanti fossili a condizioni molto più convenienti per l’umanità.

O ancora, anticipando notizie su operazioni spionistiche o militari particolarmente efferate (i.e. Piombo Fuso a Gaza) o su affari sporchi in via di concertazione.

Insomma, se si vuole spiare lo si faccia su cose veramente importanti non sui pettegolezzi diplomatici. Gli apparati che costituiscono il nocciolo di quelle sovrastrutture della cosiddetta Sicurezza Nazionale e che rappresentano la concezione autoritaria del Potere, quella che cela le verità ai cittadini creando multipli livelli di segretezza e budget ‘neri’non vengono neanche scalfiti da Wikileaks.

Ci sono infine altri aspetti dell’affare Wikileaks che lasciano perplesso il cittadino: chi è in realtà questo Assange? Chi lo finanzia? Prima di farne un’icona popolare o un Robin Hood del nostro secolo sarebbe bene avere un quadro chiaro, completo.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

2 Responses to Wikileaks: quanto c’è di buono?

  1. Ruggero says:

    Il riferimento alla libertà di informazione di un mezzo quale la rete è in realtà un’arma a doppio taglio. Internet è diventato un sistema per raggiungere tutti piu’ o meno, ma non per diffondere la “Verità”, quanto il sistema per diffondere una serie multipla e variegata di possibili verità o, s esi preferisce, di informazioni verosimili.
    Da questo puntodi vista le rivelazioni gossip di Wikileaks hanno chiaramente mostrato come la rete in realtà ha nella sua massima forza anche la sua incredibile debolezza.
    Le informazioni di pubblico dominio non sono state approfondite nel modo che avrebbe portato a reali scossoni sociopolitici. Per assurdo si potrebbe anche contestarne la veridicità se non fosse che la carta stampata e i media già in passato avevavano dato corpo ai commenti sui politici: in una parola delle amicicizie e dell’amicizia Putin- Berlusconi lo sapevamo già e la storia dei festini di Arcore anche… Il che non vuol dire che tali festini ci siano stati effettivamente, ma solo che il gossip della carta stampata è stato avvalorato dal gossip della rete che , a sua volta viene legittimato da quello dei media e della stampa ancora.
    A farla breve è come se domani si cominciasse a far circolare una notizia verosimile e ne parlassero giornali, poi, tv e poi la rete …ma tutti senza avere un reale e concreto fondamento di verità e di affidabilità. In questo modo anzichè colpire chi era l’oggetto della “news” paradossalmente si rischia di favorirlo, rendendo la notizia stessa come qualcosa che, proprio perchè viene dalla rete, puo’ essere anche una bufala ! E magari invece è verità!
    Purtroppo dalla rete di bufale ne sono arrivate parecchie …
    Ecco che wikileaks in modo paradossale e aberrante diventa quasi uno specie di fucile a tappi, un colpo di pistola a salve, un fumogeno … e non una vera e propria bomba.
    Un qualcosa partito per essere devastante che pero’ rischia di essere vittima di se’ stesso e della sua autoreferenziazione.
    Le sue colossali rivelazioni si limitano a dire cose che già si sanno per poi costruire sopra nuove verosimili verità o falsità credibili ?
    Giustamente Maverick si chiede perchè non è stato detto di piu’ e di meglio …forse perchè non c’e’ ? o forse perchè non c’e’ mai stato nulla ?
    La libertà della rete purtroppo consente anche una diffusione incontrollata di tutto e non trasmette, come dice Grillo, la Verità che i potenti non ci vogliono far sapere,ma una serie di verosomiglianze nelle quali si puo’ cercare la verità…magari la si puo’ anche trovare, ma magari anche no. Un gigantesco gioco di specchi che puo’ moltiplicare un’immagine o deformarla al punto ch ecio’ ch eè vero non lo sembra piu’ e cio’ che non è rischia di essere dannatamente (e piacevolmente) credibile.
    L’uomo con un orologio sa che ore sono , l’uomo con due (o piu’) orologi non è mai sicuro !

  2. mirella says:

    Concordo pienamente sulla tua analisi. Io speravo che venissero veramente svelati segreti internazionali, ma nulla di tutto ciò. Mi è pure venuto il dubbio che Assange si sia inventato tutto, tanto per creare un pò di scompiglio….

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