20 Novembre

La questione del presidio della Maddalena ha preso una piega  inaspettata con i sigilli apposti dai Carabinieri su richiesta del PM Ferrando. C’è un piccolo giallo al proposito: l’ordinanza è partita il 4 Novembre addirittura in anticipo di qualche giorno rispetto agli atti del Comune di Chiomonte. Quasi che la magistratura si sia mossa indipendentemente, su stimolo esterno; e per buon peso ha messo sul piatto anche cinque denunce . Un box nell’articolo della cronista di Repubblica riporta i nomi dei denunciati senza mancare di far notare che uno di loro, Stefano Milanesi, era stato condannato per fatti di terrorismo risalenti agli anni 70; una vigliaccata visto che Stefano ha saldato i suoi conti con la giustizia e da allora ha partecipato sempre alla luce del sole alle attività del Comitato No Tav di  Bussoleno. Accanto, le solite dichiarazioni forcaiole di Stefano Esposito (PD) che non perde occasione per mettersi in mostra tra i ‘primi della classe’ nel comitato d’affari che promuove la Tav. Gliene verrà riconosciuto merito? Anche perché insieme a lui, parlamentare con record di assenze in aula, truffatore del proprio elettorato e di tutti noi che lo stipendiamo, in questa faccenda si mette in evidenza il Sindaco di Chiomonte Renzo Pinard, pedina semplice sulla scacchiera dei grandi giochi e, volendo dirla tutta per par condicio, ex terrorista nero arrestato nel 1974 in Valle insieme ad altri due camerati per possesso di armi da guerra durante un presunto campo paramilitare. Se si andasse a cercare scheletri negli armadi delle due parti credo proprio che i signori pro-Tav offrirebbero molti riscontri. Sul fastidio provocatomi da quel box, mando una lettera a Repubblica già sapendo che non sarebbe stata pubblicata. E’ già successo altre volte: in un caso mi sono preso del cretino in risposta da uno dei redattori che poi ha scoperto che mi conosceva e , bontà sua, mi ha scritto  ‘non sei un cretino…’ ma senza scusarsi. Ma insomma,  di fronte a tali manovre il movimento sente di dover rispondere e convoca un assemblea popolare a Chiomonte per il sabato mattina.

Sabato 20 è grigio e piovoso. A guardarlo dalla finestra non viene voglia di uscire al mattino presto ma mentre viaggio in auto la Valle offre uno spettacolo che rimette in pace con se stessi e con l’orologio: le nuvole basse, a mezza costa, fanno risaltare i colori autunnali e danno al paesaggio un tocco quasi magico: penso ad Avalon e a tutte le leggende di gnomi, fate e creature misteriose che popolano i racconti millenari della Valle. Un vecchio amico tecnico e creatore di effetti speciali per il cinema, affascinato dalla Valsusa, dalla Sacra di S. Michele e da tutte le storie locali, aveva presentato anni fa in Regione un progetto per un Parco Magico da allestire in Valle. Lui avrebbe curato la realizzazione di folletti, streghe e esseri vari animati da piazzare lungo un itinerario in mezzo al verde, tra rupi e boscaglia. Avrebbe dato lavoro a qualche decina di persone. Inutile dire che il progetto non è mai andato in porto per mancanza di agganci ‘politici’ in Regione rossa.

Non fa freddo, ci sono 5° ma la pioggia, pur non a scroscio, è fastidiosa. Quando arrivo nella piazzetta del paesino, ancora molto medievale e ben curato, ci sono circa duecento persone sotto gli ombrelli che discutono le varie proposte. Una è di ‘sequestrare’ l’area sequestrata piazzandole intorno un recinto, magari in filo spinato; l’altra è di scatenare i tecnici del movimento ad esaminare i condominii del Pian del Frais, frazione sciistica di Chiomonte, per vedere se tutto è in regola con permessi e normative (e qui Pinard, se stava ad ascoltare, potrebbe avere sentito qualche brivido per la schiena). La terza è naturalmente quella di andare, rompere i sigilli e riprendere simbolicamente i lavori. Non tutti sono d’accordo su quest’ultima per il rischio di altre denunce che in questa fase sono come i cartellini gialli nel calcio: ti inibiscono i movimenti futuri. Tutti comunque sono naturalmente per andare sul luogo. I carabinieri sono solo quelli locali, ci sono quattro Digos, facce già viste sotto i cappucci di lana. Si può fare. Si parte tutti in auto per La Maddalena, giù e poi su dal vallone. Alcuni, più allenati, vanno a piedi e sono velocissimi. Si raggiunge il presidio e, come prevedibile, un gruppo fa allontanare i giornalisti e poi rompe i sigilli e mette in moto la bettoniera, provocando qualche mugugno. Ci accorgiamo che i nostri ‘angeli custodi’ ci stanno filmando dall’alto del viadotto autostradale. Nei filmati vedranno poche facce, seminascoste da ombrelli e berretti, e tante dita e braccia levate ad ombrello. Si rimane fino alle 12, poi si sgombra. L’atto dimostrativo è fatto; purtroppo costerà qualche altra denuncia ma la gente è arrabbiata e non si fa fermare. Approfitto dell’occasione per informarmi sui sentieri che potranno portarci fin lì ma tutto dipenderà da dove chiuderanno l’area. Sicuramente sarà dura per tutti, buoni e cattivi, quando verrà il momento.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

One Response to 20 Novembre

  1. Daisy says:

    Wonderful article! We will be linking to this particularly great post on our website.
    Keep up the good writing.

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